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sabato 31 gennaio 2009

SickLove




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Questa è la storia che ho scritto per il mio nuovo progetto 3D, che realizzerò in stile slide show. E’ un horror che unisce scene splatter ad una storia d’amore estrema.
Qui "Alien Attack Man" e in fobdo al, post potete vedere un'animazione che mostra due personaggi della storia.
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Anno 1996
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Si vede una bambina che corre, sta scappando da qualcosa... entra in una vecchia casa abbandonata, e con il respiro affannato si rifugia in un angolo buio di quella abitazione. Dall'oscurità emerge qualcosa che le tocca il viso, quasi a voler asciugare le lacrime che lo ricoprono, la bambina spaventata cerca riparo nel suo angolo, ma quella cosa riappare, ha la forma di un artiglio, lei cerca di allontanarla, ma le punge la mano, la bambina urla spaventata e osserva la sua mano sanguinante, ma non riesce a muoversi, stringe forte i pugni e chiude gli occhi in attesa di qualcosa di brutto, ma non accade nulla. Quando li riapre osserva ancora la mano, e si accorge che ha smesso di sanguinare e non c'è traccia di alcuna ferita. Sbalordita e spaventata trova la forza di scappare.
Aveva appena ricevuto un dono che avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

Oggi
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Quella bambina è cresciuta, in volto porta i segni del suo passato, ora abita in quella vecchia casa, che è diventata il simbolo della sua anima devastata, ma in una delle stanze vive un'anima ancora più confusa e tormentata, il continuo dolore fisico e la sua instabilità mentale la rendono un animale affamato. Le urla provenienti da quella stanza percorrono le mura della casa e arrivano al cervello e al cuore della ragazza come lame taglienti.

Erano le grida disperate di una creatura morente che cercava di sopravvivere. Solo lei poteva darle sollievo, donandole il suo sangue, ma questo la stava lentamente consumando.
Quando aprì la porta della stanza, la creatura era assetata, accecata da quella fame di vita. Lunghi artigli simili a zampe di ragno le ricoprivano il corpo ormai per metà umano, nel sentire l'odore del sangue cominciarono a pulsare, e con tutta la forza che aveva in corpo li diresse contro la ragazza, e penetrando la carne cominciarono a succhiarle via il sangue dalle vene.
La sete era tanta e non riusciva a fermarsi, la stava prosciugando, la ragazza urlava inerme, ma ad un tratto alla creatura passo alla mente l'immagine di lei bambina, quando si conobbero la prima volta, e gli occhi le si inumidirono in quel barlume di umanità.
Ritirò immediatamente i suoi artigli, che come lame estraeva dal corpo insanguinato della ragazza. Lei giaceva a terra stremata, non riusciva neanche a muoversi, la creatura indietreggiò in un angolo, aveva un aspetto più umano, ma la mente ancora sconvolta, non riusciva a reagire, ma provava un forte dolore, credeva di averla uccisa, cominciava a temere che questa volta non sarebbe tornata. Lentamente il sangue ricominciò a circolare nelle sue vene, ed i polmoni ripresero a respirare. Quando aprì gli occhi vide il volto triste della creatura che la osservava, e un debole sorriso le si disegnò sul volto. Quando riprese le forze passarono più tempo possibile assieme, cercando di assaporare ogni istante, prima del sopraggiungere della fame, prima che la sua mente perdesse nuovamente lucidità…
Ma presto la fame si fece sentire, troppo presto, la ragazza era ancora debole, e non lo avrebbe sopportato, ma le urla erano così strazianti, e lei la amava troppo per lasciarla soffrire in quel modo.

Le venne alla mente quando tempo addietro trovò un cane che gironzolava attorno alla casa, in cerca di cibo, lei gli diede un pezzo di pane e lo portò in casa, gli sorrideva mentre lo accarezzava, sembrava un momento di normalità, come se in quell’attimo si fosse spento tutto il dolore, ma all'improvviso l'urlo della creatura ruppe quel momento, il cane spaventato tentò di scappare, ma quelle che prima erano mani amorevoli lo imprigionarono come una gabbia d'acciaio. In un attimo il cane si ritrovò gettato nella stanza con la creatura. La ragazza era rimasta fuori, vicino alla porta, mentre udiva i rantoli e le urla, e all'improvviso il silenzio... quando aprì la porta vide la carcassa del cane scaraventarsi contro la parete accanto, la creatura ansimava e tremava, sembrava in preda a dei conati di vomito, sollevò gli artigli verso la ragazza, e un fiume di sangue la investì. Non riusciva a trattenerlo, il suo corpo lo rigettava, ormai stava diventando umana e non poteva assorbire il sangue animale.

Questo ricordo le delineò nella mente un pensiero orribile, ma era l'unica speranza di salvare la sola creatura vivente che avesse mai amato.
Cercò disperatamente dentro di sé tutte le forze, e si preparò per la caccia.
Si recò nel paese vicino, dove frequentava la scuola da piccola, ricordava che lì era odiata da tutti... non fu difficile trovare una preda stordita da alcool e droga, in cerca solo di sesso…
Quando entrò nella casa non sembrava molto convinto, ma in fondo non gli importava granché dell'aspetto dimesso. Lei gli sorrideva mentre lo accompagnava verso la morte, ma quando si chiuse la porta fu colta da una profonda tristezza per ciò che stava diventando, fu la prima volta che prese realmente coscienza di non avere più niente di umano, se non l'amore per la creatura aliena, e il viso le si riempì di lacrime.

Le ritornò in mente la sua infanzia, le notti quando il padre ubriaco chinato su di lei le sussurrava cose orribili all'orecchio, poi lei fuggiva in lacrime. Fu una di quelle notti che incontrò l'alieno per la prima volta, e nonostante inizialmente ne fosse spaventata, da lì a poco capì che era l'unico essere su cui avrebbe potuto contare. Quando tornò da lui era inseguita dal padre che la raggiunse fino al suo rifugio, anche quella notte era ubriaco, e quando vide l'alieno, ancora piccolo, cercò di schiacciarlo come fosse un grosso ragno. Lei era pietrificata nel suo angolo, e osservava la creatura mentre trafiggeva le gambe del padre facendolo cadere a terra. Poi con uno dei sui artigli gli trapassò il cranio e iniziò a succhiare tutto il suo sangue, di lui rimase solo un pallido cadavere prosciugato. L'aveva liberata dal suo incubo, salvandola.
In quel momento la creatura aveva cominciato ad assumere sembianze umane, era l'unico modo che aveva per sopravvivere nel nostro mondo. E lei vide subito nei suoi occhi quella solitudine e quello smarrimento che li accomunava.

Le urla erano cessate, quando aprì la porta lo spettacolo fu più orribile di quello che si aspettava, il corpo era dilaniato, pezzi di carne erano rimasti attaccati alle pareti, e la stanza era pervasa da un puzzo nauseabondo. Ma quando vide la creatura quasi completamente umana le si illuminarono gli occhi, e attraversò l'orrore di quella stanza per abbracciarla, lei la riconobbe, e passarono un'altra notte assieme.
Al risveglio qualcosa era cambiato, aveva già cominciato a regredire, e presto la fame sarebbe tornata nuovamente, ma ormai sembrava mancare poco alla completa mutazione, forse sarebbe bastato solo un altro sacrificio.
Andò nuovamente in paese in cerca di una vittima, ma all'ultimo momento qualcosa la trattenne, pensò che non fosse giusto far fare a qualcun altro quello che spettava a lei, non avrebbe mai potuto vivere con il rimorso di un'altra morte.
Tornando verso casa ripensò ai momenti trascorsi assieme convincendosi che era l'unica cosa da fare, l'estremo sacrificio per salvare l'unica cosa che aveva avuto un senso nella sua vita.
Varcò la soglia della stanza serenamente, la creatura le si parò davanti come una bestia inferocita, lei sorrideva mentre i suoi artigli le trafiggevano il petto e le membra. Mentre le succhiava il sangue, lei si abbandonava alla morte, sentendo lentamente la vita scivolare via, ma era felice di sapere che parte di sé sarebbe sopravvissuta in essa. Quando la creatura si rese conto di ciò che stava facendo era ormai troppo tardi, spaventata sfilò gli artigli, rimase in attesa, sperando che si compisse nuovamente il miracolo. Sollevò il suo corpo stringendolo a sé, i minuti passavano, ma non succedeva niente. I suoi occhi si riempirono di lacrime, e quando comprese che era morta non riuscì a contenere le urla di dolore. Rivide tutto quello che la ragazza aveva fatto per lei, e ricordò quanto si sentiva sola e abbandonata, prima di incontrarla. Pensò che lei non meritasse quella fine, usò un'ultima volta i suoi artigli su di lei, ma questa volta per ridarle tutto il sangue e la vita che le aveva strappato via, alla fine cadde al suolo senza vita, e il suo corpo riprese sembianze aliene.
Da lì a poco la ragazza si risvegliò debole, a fatica riusciva a tenere gli occhi aperti, ma quando vide il corpo della creatura ebbe un sussulto, raccolse tutta la sua forza per avvicinarsi a lei, con il viso sconvolto cercò di sollevarle la testa, di farla reagire, ma quando apprese che era morta, il dolore emerse in tutto il suo essere. Si conficcò nel petto uno dei suoi artigli con tutta la forza che aveva, ma ormai era solo un pezzo di carne inanimato, era la morte vera, irreversibile, il sogno era finito, e quando se ne rese conto piombò nella disperazione.

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